L’ospedale di Biella: tra creatività e umanesimo della cura

12/11/2019 - News

Terzo piano, lato Est dell’Ospedale di Biella. Un luogo di terapia e di cura. Le persone che si sono ammalate di tumore e stanno seguendo terapie o facendo esami di controllo attendono in due sale luminose. Alle pareti, l’interpretazione grafica, intensa e simbolica, che un nutrito gruppo di studenti del liceo artistico di Biella ha dato della cura.

Il Servizio Formazione e sviluppo Risorse Umane, l’équipe infermieristica del Dipartimento Oncologico e gli insegnanti e allievi del Liceo Artistico “G. & Q. Sella”, ispirandosi nuovamente alla poetica del Maestro Michelangelo Pistoletto, hanno elaborato il progetto di allestimento delle sale di attesa del Day Hospital Oncologico guardando a valori quali l’attenzione al mondo dell’altro, la speranza nella rigenerazione possibile per ciascuno, in particolare nella relazione e nella testimonianza. Un progetto realizzato grazie al contributo e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, da sempre attenta non solo alle donazioni di strumentazioni ma anche ai progetti di umanizzazione delle cure.

Due elementi abitano ora quegli spazi: uno naturale, l’albero, la bellezza e la fierezza della vita che si sviluppa in radici e rami, foglie e fiori, forme quasi oniriche nella loro grazia; l’altro che attiene al fare di cui è capace l’uomo (l’operosità biellese, in particolare), gomitoli di lana densi, pieni, che si svolgono a raccontare storie ed esperienze, che intrecciano fili sottili e tenaci, ruvidi e porosi, colorati nella condivisione aperta dalla narrazione. E i gomitoli si fanno anche tridimensionali, lasciando “piovere” fili nelle sale d’attesa, per raccogliere parole, pensieri, testimonianze di chi in quei luoghi transita e desidera offrire traccia di sé scrivendo su foglie di carta colorata.

Un abbraccio fra natura e pensiero, fra esistenze che si sfiorano nell’intermittenza quotidiana che fa bene. Che cura.

Creatività e cura: entrambe hanno bisogno di spazi di ascolto e dialogo, di silenzi e parole, di luce e colore; entrambe trovano una casa nell’Ospedale di Biella, che si fa luogo di riflessione e condivisione fra soggetti implicati a vari livelli nell’attenzione all’altro, disseminando esperienze narrative ed espressive.

Oltre agli alberi e ai gomitoli, infatti, un significativo elemento sigilla e nutre il senso complessivo del progetto: di fronte al banco dell’accoglienza delle persone assistite, a sostenerne il passo e lo stare, il simbolo del “Terzo Paradiso”, intrecciato nei colori dell’Asl BI. Una forma straordinariamente evocativa che il Maestro Pistoletto disegna e declina da 16 anni e che ha recentemente donato per accompagnare Biella verso il prestigioso riconoscimento di “Città Creativa” UNESCO: simbolo dell’equilibrio fra natura e artificio, rappresenta un’umanità rinnovata.

 

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